materiali

Acqua

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Il consorzio Asi immette nel sistema idrico di Etis circa 16.000 metri cubi all’anno di acqua. Un impianto di potabilizzazione ad osmosi inversa separa circa il 50 per cento dell’acqua in entrata da quei minerali che la rendono inadatta alla produzione. L’acqua così depurata viene successivamente fatta confluire nel circuito generale e utilizzata sia per la produzione che per l’uso civile. Mentre il restante 50 per cento di acqua confluisce in un canale di scolo. Ma lo stabilimento è dotato anche di un impianto di riciclo dell’acqua utilizzata nella stampa “flexo” (Led) che permette prima l’evaporazione della soluzione di acqua e polimero contenuta nelle vaschette di raccolta delle sviluppatrici e successivamente il recupero, dal filtraggio della soluzione, di acqua distillata destinata nuovamente alle sviluppatrici “flexo”.

Oli

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L’uso di olii minerali provenienti da compagnie petrolifere riguarda principalmente la lubrificazione di parti meccaniche e degli ingranaggi delle rotative. Gli olii utilizzati vengono sostituiti annualmente con olii vergini. L’olio esausto viene poi conferito ad un consorzio addetto allo smaltimento.

Batterie

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Le batterie al piombo usate per l’attivazione di telecomandi e altre apparecchiature elettroniche presenti nello stabilimento producono circa 200 chilogrammi l’anno di rifiuti speciali affidati ad un consorzio che si occupa dello smaltirle.

Plastica

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Il materiale plastico utilizzato all’interno di Etis assolve la sua principale funzione nella filiera di confezionamento dei giornali e, sotto forma di contenitori, per il trasporto delle soluzioni chimiche. Le circa 2 tonnellate di plastica conferita annualmente dallo stabilimento provengono per lo più da scarti di imballaggio e dall’eliminazione dei contenitori scarichi.

Allluminio e Acciaio

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La presenza di questi materiali è dovuta fondamentalmente ai due tipi di metallo di cui sono costituite le lastre che impressionano la carta sopra la rotativa. All’interno di Etis si producono giornalmente circa un migliaio di lastre in alluminio per la stampa “offset” e almeno 200 matrici in acciaio destinate alla stampa “flexo”. La maggior parte delle lastre viene caricata su tir che arrivano a Catania da Belgio e Inghilterra. Alcuni tipi di lastre, di fabbricazione giapponese, arrivano in Italia via mare. Il materiale di scarto prodotto annualmente (circa 50 tonnellate di alluminio e 30 tonnellate tra acciaio ed altri metalli) viene poi periodicamente venduto ad aziende siderurgiche siciliane e non.

Inchiostro

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Gli inchiostri adottati all’interno di Etis provengono attualmente da due principali aziende fornitrici che hanno sede in Lombardia e Veneto. Anche questo tipo di materiale, stipato in cisterne, giunge a destinazione attraverso il trasporto su gomma. Nel sistema “offset” vengono utilizzate due grandi cisterne di 10 tonnellate ciascuna per il colore nero e 6 cisterne di circa 2 tonnellate ciascuna per gli inchiostri colorati. Nel sistema “flexo”, invece, vengono impiegati 4 contenitori da circa 5.000 litri ciascuno per colore, alimentati dall’esterno attraverso il pompaggio da cisterne mobili da 1.000 litri circa. Nella stampa “flexo” l’inchiostro viene mischiato ad acqua e ad alcuni solventi, producendo scarti che vengono eliminati ciclicamente entro periodi di 20-30 giorni. In totale, ogni anno vengono conferiti dallo stabilimento catanese come rifiuti speciali circa 55 tonnellate di soluzioni acquose contenenti inchiostro.

CARTA (e cartone)

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All’interno del Centro stampa di Etis arrivano annualmente oltre 6.000 tonnellate di carta, nei vari formati. Le singole bobine di carta bianca o salmone (adottate per la stampa de Il Sole 24 Ore) si differenziano tra loro per dimensioni e peso: da quelle del peso circa di 600 chilogrammi, utilizzate per la realizzazione dell’edizione siciliana del Corriere dello Sport, ai rulli di cellulosa da oltre 1.800 chilogrammi usate per la stampa de La Repubblica. Grande parte delle bobine caricate sulle rotative presenti in Etis arrivano da cartiere che hanno sede in Francia, Germania e Spagna e viaggiano fino in Sicilia sui tir delle società fornitrici o per via marittima nel caso delle bobine di provenienza spagnola. Sotto il profilo della trasformazione delle materie e del loro riutilizzo, occorre poi ricordare che la carta fornita dalle varie società cartiere e destinata a produrre le bobine usate all'interno di Etis proviene interamente dal ciclo di riutilizzo della carta da macero disinchiostrata. Il riciclo della carta utilizzata per la stampa dei quotidiani si compone di diversi passaggi: prima dell’essiccamento, l’impasto viene depurato dai materiali contaminanti (vetro, ferro, colla, paraffina) e corretto attraverso l’aggiunta di alcuni additivi (fibre di legno, amido, pva) che rendono infine la carta adatta al suo specifico scopo. Al termine delle fasi di produzione e commercializzazione dei giornali stampati da Etis la carta inutilizzata e quella proveniente dalle rese del solo quotidiano La Sicilia (complessivamente circa 900 tonnellate) viene stoccata in specifici depositi prima della successiva cessione ad aziende cartiere.

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