Le radici di un successo

Italian

Gli Inizi

Dagli effluvi di piombo e inchiostro che andavano ad inspessire l’aria già lattiginosa delle vecchie tipografie degli anni Quaranta e Cinquanta, alle più delicate e poliedriche soluzioni tecniche adottate da rotative in grado di “sfornare” anche 70.000 copie di quotidiani in una sola ora di produzione. C’è tutto questo nel nostro passato e l’esperienza editoriale di ETIS può certamente definirsi una storia che parte da molto lontano. 

Le basi di conoscenza, i principi fondanti e lo spirito imprenditoriale che hanno accompagnato anche i più recenti successi raggiunti da ETIS nel settore della stampa industriale hanno radici profonde. Le stesse radici che hanno saldamente ancorato alla realtà il sogno dell’editore Domenico Sanfilippo e degli altri storici padri del quotidiano La Sicilia di poter dare in eredità alla loro creatura una casa ed una concreta autonomia editoriale e di produzione.

Questa storia ha inizio dentro le sale spoglie di un antico convento al numero 3 di via S. Agata, a Catania, dove, a partire dai primi mesi del 1945, il quotidiano demo-laburista Il Corriere di Sicilia e il neonato La Sicilia condividono spazi e macchine della tipografia. Una convivenza vissuta in un' atmosfera di ritmi incalzanti, di sana competizione e di qualche inevitabile sgambetto tra redattori, linotipisti e tipografi dei due giornali. Ma non può durare.

 

       

VAI ALLA GALLERIA

 

La Prima Tipografia

Il problema è ben chiaro a Domenico Sanfilippo e agli altri soci della S.E.R. (Società Editrice Risorgimento) editrice de La Sicilia. La coabitazione forzata dura fino all’aprile del 1949. Il 24 aprile dello stesso anno, infatti, il giornale può mettere in collezione un numero speciale. Per la prima volta La Sicilia viene stampato in una tipografia propria in via Etnea 8, adiacente alla cattedrale di Catania. La svolta giunge dall’acquisto dei macchinari – otto linotype e una rotativa per 16 pagine – trasferiti da Trieste, nel capoluogo etneo da Rino Alessi, editore del quotidiano Il Piccolo.

I progetti di una reale indipendenza editoriale e di una crescita complessiva del gruppo di lavoro messo insieme da Domenico Sanfilippo iniziano così ad assumere sempre maggiore consistenza.

Nel 1954, in seguito alla prima stagione di crisi vissuta da Il Corriere di Sicilia, l’avvocato-editore catanese decide di dare un seguito all’esperienza di via S. Agata e acquisisce, questa volta in via definitiva, gli strumenti di produzione e lo stabilimento tipografico degli antichi rivali. <<Con i nuovi macchinari – scrivono Giuseppe Di Fazio e Giuseppe Farkas nel libro “Un giornale, un’isola” – anche l’organico della tipografia cominciò a crescere: nel 1955, tra linotipisti, impaginatori, rotativisti e spedizionieri, vi lavoravano più di 40 persone . <<A dirigere lo stabilimento – aggiungono Di Fazio e Farkas – Sanfilippo chiamò un trentenne laureato in legge che, pur non avendo mai esercitato la professione, era per tutti “l’avvocato”, Salvatore Merlo>>.

GUARDA IL VIDEO

Ritorno in Via S.Agata

Il ritorno del gruppo e dello stabilimento tipografico in via S. Agata segna un’ulteriore, fondamentale tappa lunga tredici anni. Si lavora già da tempo alla realizzazione di una nuova e moderna sede che possa ospitare in un’unica struttura la redazione e tutte le maestranze che concorrono alla pubblicazione del quotidiano La Sicilia. Una struttura che permetta al tempo stesso di operare una prima ed essenziale separazione tra gli ambienti redazionali e i grandi spazi richiesti dai “giganti” della stampa, le rotative e dalle professionalità altamente specializzate in grado di metterle a lavoro.

Un primo, parziale sganciamento dell’universo della stampa, intesa come complesso ed autodeterminato processo industriale, dal mondo giornalistico strettamente inteso, significa anche potersi allineare alle strategie di produzione dei grandi gruppi editoriali italiani ed europei e concepire nuovi progetti.

 

        

VAI ALLA GALLERIA

 

La Nuova Casa

La nuova casa dello stabilimento tipografico trova spazio, sul finire del 1967, nei piani sotterranei della prestigiosa sede, di viale Odorico da Pordenone, progettata dall’architetto Giacomo Leone. Un “trasloco” in piena regola che impegna, per almeno tre mesi, tecnici e progettisti nell’immane compito di trasferire rotative e linotype senza bloccare la stampa o ridurre la tiratura.

Il resto è storia recente. La storia di ETIS. E i protagonisti sono tutte le donne e gli uomini che dal 2005 danno vita, ogni giorno ed ogni notte, alla magia di un moderno centro stampa che garantisce a siciliani e calabresi la possibilità di leggere ed informarsi su molte tra le più importanti testate giornalistiche nazionali e attraverso le nove edizioni regionali del quotidiano La Sicilia.

 

 

tags: